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Che cosa ha fatto l’Europa?

  • La protezione ambientale

    Paragonata ad altri argomenti, la consapevolezza dei problemi ambientali come una questione politica europea è emersa relativamente tardi nell’Unione Europea, sebbene i primi sintomi di problemi ambientali siano apparsi già negli ultimi anni ‘60. I primi veri impegni di alto profilo in area ambientale furono decisi a livello internazionale al Vertice della Terra delle Nazioni Unite nel 1972 . Quasi in parallelo le Comunità Europee intrapresero le loro prime iniziative- queste iniziarono nel 1072 con il primo Programma di Azione Ambientale, che è oggi alla sua sesta edizione (in vigore dal 2002 al 2012).

    Nelle ultime tre decadi più di 200 articoli di legge sono stati tradotti in pratica per migliorare il modo in cui si intraprende la protezione della natura, la qualità dell’aria e dell’acqua, lo smaltimento dei prodotti chimici e di altri prodotti di scarto. Durante gli anni ‘80 questi sforzi furono estesi per includere la regolazione del consumo delle risorse naturali. Il 1987 è spesso visto come un punto di svolta nella politica ambientale europea dal momento che la protezione ambientale ricevette il suo proprio capitolo nell’Atto Unico Europeo. Nel 1993 il Trattato dell’Unione Europea (il trattato di Maastricht) conferì a tali azioni lo status di politiche comuni.

    La politica ambientale europea tenta non solo di affrontare particolari minacce ambientali ma anche di trovare delle soluzioni durevoli alla necessità della protezione dell’ambiente naturale e dello sviluppo economico. Tali soluzioni sono inquadrate nel concetto di “sviluppo sostenibile ”, che viene incontro ai bisogni della generazione corrente senza compromettere la capacità delle future generazioni di venire incontro anche ai loro interessi. Sull’ondata di questa nuova mentalità, una comunicazione sulla “Strategia europea per lo sviluppo sostenibile” è stata approvata nel maggio del 2001. Essa stabilisce gli obiettivi di lungo periodo per uno sviluppo sostenibile ed in particolare riguarda il cambiamento climatico, i trasporti, la salute e le risorse naturali. Essa piazza anche l’azione ambientale dell’Unione Europea in un contesto globale dato che l’Unione si impegna in programmi nell’emisfero Sud del mondo.

    All’interno del corrente Programma di Azione Ambientale la Commissione Europea preparerà differenti strategie relative alle seguenti aree: l’inquinamento dell’aria, la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, la protezione e la conservazione dell’ambiente marino, del suolo, l’uso sostenibile dei pesticidi, l’uso sostenibile delle risorse e l’ambiente urbano. Oggi, la politica ambientale dell’ Unione Europea è basata sulla convinzione della crescita economica, del progresso sociale e della protezione ambientale e assieme tutte aiutano a migliorare la qualità della vita di ciascuno, degli amici e della famiglie.

    In modo da fornire un’ informazione consistente ed indipendente e una conoscenza sui temi ambientali ai legislatori e al pubblico, l’Unione Europea ha stabilito nel 1994 di istituire l’ Agenzia Ambientale Europea (AAE) . Questa istituzione pubblica è la maggiore in Europa ed è rivolta a istituire una rete di monitoraggio per il monitoraggio dell’ambiente europeo. In più, essa educa i consumatori sui veri costi che le nostre industrie hanno sull’ambiente. Alla AAE prendono parte attualmente 32 Paesi.

    Può essere stimato che fino a questo momento il più grande risultato delle politiche ambientali europee è quello di sollevare interesse tra i cittadini europei e quello di regolamenti completati da un’efficiente applicazione di misure che hanno impedito l’aggravamento ulteriore dello stato dell’ambiente naturale.
    Uno degli esempi più illustri sono gli impegni dell’Unione Europea rispetto al cambiamento climatico. L’Unione europea non ha soltanto incoraggiato gli Stati membri a firmare il protocollo di Kyoto ma anche di assicurare il rispetto dei loro impegni rispetto ai permessi per le emissioni di gas serra e gli schemi di cambio . Allo stesso modo, il principio “chi sporca, paga” aiuta a mettere in vigore i regolamenti promulgati dall’Unione Europea nel campo della lotta all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Il “principio di precauzione” si è dimostrato essenziale nella protezione dei mercati europei dai prodotti che contengono OGM (organismi geneticamente modificati).




Link correlati

  EUROPA: Attivita' della UE nel campo ambientale
  La pagina informativa della Commissione Europea sull'ambiente
  Agenzia Europea per l'Ambiente
  Commissione Europea: Ambiente, il portale dei cittadini

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